Molto frequentemente si cade nell’errore di valutare la bontà di un alimento tenendo conto solo della quantità di calorie presenti, anziché del contenuto in macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi) e micronutrienti (vitamine e sali minerali). Sebbene sia fondamentale rispettare il fabbisogno calorico giornaliero, i processi di accrescimento dipendono anche da una corretta composizione del pasto.

È bene sapere che per ogni tipo di nutriente che si introduce mediante l’alimentazione, si genera una risposta ormonale che coordina i processi di crescita e sviluppo. In primis viene regolato il livello di zucchero nel sangue: il cervello è il principale organo a nutrirsi di glucosio, per cui una sua carenza nei pasti potrebbe tradursi in un calo delle capacità intellettuali (a discapito delle tante ore passate sui libri); viceversa, un eccesso di questo nutriente viene prontamente convertito in grasso. Se le riserve lipidiche dell’organismo sono troppo espanse, provocano infiammazione, e ciò aumenta la suscettibilità allo sviluppo di patologie oltre che un fattore determinante per l’instaurarsi di una condizione di sovrappeso o obesità (responsabile a sua volta di altre patologie).

Un adeguato apporto proteico (ricordiamo che l’errore dell’ultimo decennio in adolescenza è un consumo eccessivo di proteine nella giornata) è invece necessario per assecondare la richiesta di accrescimento muscolare, che garantisce una buona struttura corporea e mantiene il metabolismo attivo. Si raccomanda pertanto un consumo, in media, di carboidrati pari al 55-60% dell’introito calorico giornaliero, i grassi intorno al 25-30%, mentre per le proteine il valore consigliato si attesta intorno ai 15-20%. Anche per mantenere un livello costante di glicemia, è importante strutturare i pasti in almeno 5 momenti della giornata, anche di più nei casi in cui si segua un’attività fisica.

Oltre alla demonizzazione dei carboidrati a cui si sta assistendo negli ultimi anni (priva di basi scientifiche, come spiegato in qualche riga sopra), è sempre più diffusa l’abitudine di saltare i pasti, in particolare la colazione: una scelta errata in quanto durante la notte consumiamo tutte le energie ricavate dal pasto serale, e l’organismo al risveglio ha la necessità di rifornirsi di carburante. Inoltre, si rischia di arrivare ai pasti successivi con più fame, e ciò determina una assunzione incontrollata e peggiore in termine di qualità degli alimenti.

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consumo carboidrati consigliato

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consumo grassi consigliato

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valore proteine consigliato

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